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HASANKEYF: IL VILLAGGIO CHE AFFOGA

SALVO BUFFA

 I canyon di Hasankeyf hanno l’età della Terra, delle grotte che li modellano, quella dell’uomo. Attualmente, la stessa civiltà, che oltre quattromila anni fa ha mosso i suoi primi passi sulle sponde del Tigri, rappresenta il pericolo più grande per la sopravvivenza di questi luoghi. Situato nel Kurdistan Turco a pochi chilometri dal confine siriano, il villaggio è oggi minacciato dalla costruzione della diga di Ilisu, un tassello importante del progetto GAP per lo sviluppo economico del sud-est anatolico. A lavori ultimati, Hasankeyf sarà sommerso dalle acque del Tigri, la sua collettività sarà smembrata e ricollocata in un insediamento di nuova costruzione e dei millenni di storia non rimarrà altro che una bandiera turca a sventolare sopra uno sperone di roccia. Oggi gli abitanti di Hasankeyf aspettano il futuro con uno stato d’animo diviso tra rassegnazione e rabbia. Sanno che la loro città sarà sommersa dalle acque, ma non hanno idea di quando questo accadrà; vivono in un limbo, in una dimensione di precarietà tale da impedire ogni sorta di pianificazione. “Hasankeyf: il villaggio che affoga” guarda alla Turchia contemporanea dal punto di vista di quella che oggi è la periferia dell’impero di Recep Tayyip Erdoğan. Si tratta di un progetto di fotografia documentaria che vuole dare testimonianza degli ultimi anni del villaggio di Hasankeyf raccontando un’attesa fatta di rinunce e incertezze, provando a restituire quel senso di sospensione surreale di un luogo in cui la vita continua a scorrere pur essendo prigioniera di un presente che non prevede futuro.